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Cipriano di Cartagine

Cecilio Cipriano nacque intorno al 210 e insegnò eloquenza. Fu battezzato intorno al 245. Ordinato presbitero, verso il 248/249 occupò la cattedra di vescovo di Cartagine. La sua guida pastorale fu autorevole e sicura. Durante la persecuzione di Decio (250/251) scrisse il trattato Sui lapsi, riferito a quei cristiani che avevano abiurato di fronte alle ingiunzioni imperiali. Più o meno alla stessa epoca risale un secondo trattato, L’unità della Chiesa, dove Cipriano afferma l’unità della Chiesa universale fondata sulla figura di Pietro. Di grande interesse per la storia ecclesiastica del suo tempo è anche l’Epistolario, contenente lettere scambiate con i vescovi di Roma. Tornato a Cartagine, durante la persecuzione di Valeriano, per dare testimonianza della sua fede, venne decapitato il 14 settembre 258.

Di Cipriano di Cartagine le Edizioni San Paolo hanno pubblicato la traduzione con testo a fronte di De zelo et livore con il titolo Quando l'uomo diventa istrice. La gelosia e l'invidia (2014).

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