Mese di pubblicazione: 01 ottobre 2009
Edizione n°: 1
Collana: SANPAOLO
Un commenti ai testi delle liturgie domenicali e di alcune solennità accompagnati dalla testimonianza di missionari martiri. "Una chiesa che dimentica i suoi martiri non è degna di vivere" (Mons. Pedro Casaldà liga, vescovo di Sà£o Félix, Brasile). La Chiesa ha un debito di gratitudine verso quei missionari che, lasciata la propria terra, sono stati testimoni miti, ma audaci del vangelo. Questo il fil-rouge che accompagnerà i commenti alla Parola dell'Anno C, dedicato all'evangelista Luca. I tempi e i luoghi del loro estremo sacrificio sono diversi, come pure i nomi dei loro carnefici, ma le ragioni della loro condanna capitale sono simili: l'avversità al vangelo e il disprezzo della fede. Nessuno di loro nasce eroe: "Ho paura" - ha confessato in tutta onestà padre Egidio Ferracin, missionario in Uganda, dopo essere scampato a un'intimidazione -, "perché la parte dell'eroe non mi si addice". "Come granellini di sale lasciamoci gettare da Gesù dove egli vuole, per spargere il suo sapore e non i nostri profumi" (don Andrea Santoro, martire in Turchia).
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