Il contrario di mio

Il contrario di mio

Sfumature randagie sul Padre nostro

Mese di pubblicazione: 01 aprile 2018
Edizione n°: 1
Collana: SANPAOLO

Una stoffa ricamata con un intreccio di parole. Opera d’artista, di cesello. Il Padre nostro è l’unica preghiera firmata da Cristo. La inventò, tutta nuova, dopo che gli amici fecero pressione: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1). Afferrò al volo sette parole quotidiane – nome, regno, volontà, pane, debiti, tentazione, male – e le organizzò, come covoni di grano, attorno alla parola padre. Detta proprio così, a voce alta, con un imbarazzo inusitato: nacque «questa affettuosa conversazione tra i figlioli e il Padre che è dappertutto» (P. Mazzolari).

Nessun’altra preghiera, nei secoli, riuscirà più convincente del Pater, quasi una sorta di riconoscimento di coloro che seguono Cristo.

Il contrario di mio è la lettura, dissacrante e profonda, di questa antichissima preghiera: un’operazione di smontaggio e rimontaggio, alla riscoperta di una bellezza erosa dall’abitudine.

Come sfondo e compagnia, un acquerello di sfumature randagie raccolte nei Vangeli. Perché, dopo aver pregato il Pater, il contrario di mio non sarà più tuo.